Descrizione
Il Pinot Grigio
Un viaggio attraverso le origini, l’identità e il successo globale di uno dei vitigni più amati al mondo. La storia del Pinot Grigio è intrecciata a secoli di evoluzione genetica e tradizione viticola. Comunemente catalogato come vitigno a bacca bianca, il Pinot Grigio nasconde una sorpresa nel colore stesso dei suoi acini: a piena maturazione, la buccia assume sfumature dal rosa al rame intenso, rivelando una natura cromatica tutt’altro che banale.
Il nome “Grigio” non è una semplice convenzione commerciale, ma riflette fedelmente la realtà genetica e visiva del vitigno. Il Pinot Grigio nasce da una mutazione gemmaria spontanea del Pinot Nero – un fenomeno genetico in cui una gemma produce caratteristiche diverse dalla pianta madre. La mutazione altera il colore della buccia, modificando la concentrazione di antociani. Il risultato è un acino grigio-ramato al posto del rosso-violaceo del Pinot Nero, pur mantenendo una struttura genetica quasi identica. Le prime tracce del vitigno compaiono nei vigneti della Borgogna, Francia, dove la mutazione del Pinot Noir fu osservata e coltivata per la prima volta. Il nome “Pinot” deriva dal francese pin (pino): il grappolo compatto e cilindrico ricorda la forma di una pigna, caratteristica distintiva di tutta la famiglia Pinot.
Il colore racconta la storia del vino
La vinificazione del Pinot Grigio può seguire due strade ben distinte, che producono vini profondamente diversi nell’anima e nel carattere. Quando le bucce vengono separate rapidamente dal mosto, il vino assume un colore ramato – dorato con riflessi arancio. Un profilo olfattivo più sottile, dalla struttura elegante e raffinata.
“Ramato” – così la Serenissima Repubblica di Venezia chiamava nei contratti di compravendita il vino ricavato dal Pinot Grigio, riconoscendone ufficialmente il carattere e il colore inconfondibile. Colore ramato naturale, espressione autentica del corredo polifenolico e aromatico del vitigno. L’altra strada è l’utilizzo del carbone enologico per rimuovere il colore residuo rendendo il vino più neutro e commerciale creando l’omologazione del profilo sensoriale verso standard internazionali di mercato, a scapito della tipicità. Negli ultimi decenni, l’interpretazione ramata – quella più autentica e storica – ha subito una progressiva e silenziosa erosione a favore di stili più neutri e tecnologici. Il Colore non va’ tolto, gli acini rosa delicato -grigio non sono un difetto da correggere ma sono l’essenza stessa del vitigno.
Il terroir microbico: l’artigiano invisibile del vino
Per millenni, la produzione vinicola ha seguito un processo naturale: raccolta, pigiatura e fermentazione spontanea guidata dai lieviti indigeni naturalmente presenti sulle bucce. Questi microrganismi – diversi da zona a zona, da vigneto a vigneto, da annata ad annata – sono i veri costruttori dell’identità del vino. La ricerca scientifica ha riconosciuto che la comunità microbica del territorio è parte integrante del terroir. Ogni vigneto possiede una firma microbica unica e irripetibile.
L’uso di fungicidi, diserbanti o concimi chimici altera profondamente le popolazioni fungine. La scelta biodinamica preserva e arricchisce questa biodiversità essenziale. Una leggera pressatura estrae i lieviti indigeni dalle bucce. La fermentazione avviene in vasca senza controllo della temperatura: un atto di fiducia nella natura del vigneto.
Un vino a fermentazione spontanea è per definizione irripetibile. Porta in sé le condizioni climatiche dell’anno, la specificità del suolo e l’energia del territorio che lo ha generato.
Rifermentazione con il mosto – La presa di spuma senza saccarosio
La rifermentazione – e la conseguente formazione delle bollicine – avviene esclusivamente grazie agli zuccheri residui naturali presenti nel vino, senza alcuna aggiunta di saccarosio. Questa tecnica è possibile solo nelle zone calde, dove le uve raggiungono una maturazione tale da sviluppare spontaneamente alcol durante la rifermentazione. Nelle zone fredde, dove le uve maturano meno, è invece necessario ricorrere all’aggiunta di zucchero esterno una scorciatoia qui deliberatamente esclusa. La rifermentazione con il mosto è dunque una tecnica fondata sulla raccolta di uve pienamente mature, cariche dell’energia accumulata dal territorio nel corso dell’annata. Questo spumante non prevede l’aggiunta di saccarosio né durante la rifermentazione (presa di spuma) né nella fase finale, dove normalmente viene aggiunto il liqueur d’expédition. Un approccio radicalmente diverso dal Pas Dosé, Brut Nature e Dosaggio Zero, dove la rifermentazione avviene comunque con saccarosio aggiunto. Rifermentato con il proprio mosto, una distinzione fondamentale: non è solo tecnica, ma anche filosofica: questo spumante nasce da un’uva che ha già tutto ciò di cui ha bisogno. Ogni bolla è figlia della terra, del sole e dell’annata e ogni annata è una fotografia unica del territorio abruzzese: il suolo, il microclima, la vita microbica del vigneto biodinamico e la maturità delle uve si fondono in un vino che non potrà mai essere replicato identico.
Caratteristiche Sensoriali
Un vino che seduce prima ancora di essere assaggiato. Ogni dettaglio – dalla bolla al colore, dal profumo al palato – racconta una storia di cura artigianale, materia prima eccellente e tempo paziente.
COLORE: un affascinante rosa con venature salmone, dal carattere avvolgente e misterioso. La torbidità naturale in bottiglia lo rende impenetrabile alla luce, conferendogli una profondità cromatica intensa e autentica – segno di un vino integro, non filtrato, fedele alla sua essenza.
BOLLICINE: una cascata continua ed elegante che sale senza sosta, mantenendo viva la spuma fino all’ultimo istante nel calice. Ogni bolla è un racconto: la grana fine e la persistenza inarrestabile parlano della cura del metodo, della qualità della materia prima e della pazienza del tempo.
PROFUMO: il bouquet si apre con generose note fruttate che evocano la freschezza del bosco. Emergono con nitidezza sentori di fragola di bosco e piccoli frutti rossi selvatici – lampone, ribes, mirtillo – in un intreccio olfattivo delicato, spontaneo e di grande personalità.
SAPORE: la presenza carbonica è volutamente discreta, quasi sussurrata. Solletica il palato con una finezza rara, rendendo ogni sorso morbido, coinvolgente e incredibilmente piacevole.
Abbinamenti Gastronomici
Aperitivi e antipasti di pesce, crudités di mare, fritture leggere e secondi di pesce in generale. Piatti vegetariani freschi, insalate estive, verdure grigliate e torte salate dalla farcitura delicata.
Temperatura Di Servizio
Servire ben fresco (6–8°C) per esaltare la freschezza fruttata, preservare la finezza delle bollicine e garantire il massimo piacere al palato.
Calice Consigliato
Servi in un flûte o tulipano stretto: preserva il perlage a lungo e concentra i profumi floreali e fruttati verso il naso, esaltando ogni sfumatura aromatica del vino.
Informazioni in etichetta
VINO SPUMANTE BRUT PINOT GRIGIO
Biologico e biodinamico
Prodotto in Italia
Spumantizzato da: BIO Cantina Orsogna – Orsogna (Ch) – Italia
IT-BIO-006 Agricoltura Italia
VENDEMMIA 2025
contiene solfiti
12,5% vol
E per 100ml = 297 kJ / 71 kcal
*L’immagine è puramente indicativa e potrebbe non rispecchiare appieno le caratteristiche del prodotto.
















